
"LA DOMESTICA (3°PARTE)"
Ciao a tutti, sono Ornella! Spero che il racconto delle violenze che subii qualche anno fa non abbia fatto stare male qualcuno.Iosono stato molto male, da quella volta non sono mai più andato a ballare da solo, ho sempre fatto in modo che ci fosse qualcuno con
me.Passò qualche anno, durante i quali ma questo ve lo dico poi, vi lascio un po’ di curiosità.Una sera, circa tre anni fa, mi invitarono a casa alcuni amici, davano una festa. C’era parecchia gente.Come mio solito, facevo sfoggio di una minigonna, anzi, un abitino corto, un tubino nero,
elegante, calze autoreggenti nere, un paio di tacchi a spillo altissimi, mi slanciavano la gamba e mettevano in bella evidenza il mio succulento fondoschiena. Portavo un paio di orecchini a cerchio, da zingara, il trucco abbastanza evidente, un rossetto rosso scuro.Entrai in confidenza con una
coppia, sulla cinquantina; lui, un bel paio di baffi e tempie grigie, sembrava gradire la mia presenza, un paio di volte, parlando, aveva appoggiato lievemente la mano sulla mia coscia. Lei, ancora bella, milanciava delle occhiate per farmi capire che aveva voglia di sentire se, nonostante
l’aspetto, sotto ero ancora maschio.Renzo ed Anna, ci presentammo. Dissi loro che potevano chiamarmi Ornella; mi risposero che il mio nome vero non volevano neanche saperlo, a loro piaceva questo. Quando la festa cominciò a scaldarsi e si vedevano i primi approcci tramutarsi in amplessi, decisi
di soddisfare i miei nuovi amici.Andai vicino a lei e le accarezzai dolcemente la coscia. Portava un tailleur celeste, camicetta bianca. Anche lei aveva le autoreggenti, chiare. Ci alzammo e le infilai la lingua in bocca, mentre le mie mani le sollevavano la gonna, infilandosi nelle mutandine. Aveva
il culo più morbido e allo stesso tempo sodo che avessi mai accarezzato! Fantastico.Mentre io intrattenevo lei, sentii che Renzo aveva iniziato a darsi da fare: si mise dietro di me, accarezzandomi le cosce infilò le mani sotto la mia gonna. Movendosi con sicurezza, mi sfilò le mutandine e si
soffermò a lungo ad accarezzarmi l’inguine di entrambe le gambe, appoggiandosi sul mio fondoschiena; sentivo che era già molto eccitato. Mentre io ero già riuscito a sfilare la gonna di Anna e stavo risalendo verso il seno (non portava il reggiseno!), le carezze di Renzo eccitarono anche me. Il
mio cazzo era ormai duro e diritto. Feci sdraiare Anna sul divano che stava vicino a noi eglielo spinsi dentro, con forza, fino in fondo. Anche lei era eccitatissima e bollente, il pene entrò senza nessuno sforzo, e così iniziai a spingere a ritmo, su e giùMentre io scopavo sua moglie, anche
Renzo si era spogliato e, dopo avermi bagnato un po’ il buchetto, mi penetrò con forzaEravamo tutti e tre un solo corpo, uniti in un amplesso che mi fece dimenticare che cosa ero, se maschio, femmina, non lo sapevo più: esisteva solo la carne di
quella dolcissima donna e quella di Renzo che sentivo dentro di me, con tutta la sua grande voglia.Poifu il mio turno, sdraiarmi sul divano, allargare le gambe. Renzo avvicinò il suo uccello alla mia bocca ed io cominciai a succhiare vogliosamente mentre gli accarezzavo le palle; Anna, dopo aver
fatto la stessa cosa con il mio, si sistemò su di esso, lo fece entrare nella sua passerotta fino in fondo e cominciò ad andare su e giù urlando tutto il suo godimento. Lo schizzo di Renzo mi riempì il viso, mentre sua moglie veniva dietro di lui, nello stesso momentoAlla fine mi dissero che
avrei fatto da materasso: lei si sdraiò supina su di me allargando le gambe, lui si mise sopra di lei e mentre scopavano io assaporavo la carne bollente di Anna, accarezzandola su tutto il corpo, mentre Renzo la sbatteva con energia, li avevo caricati a dovere ed entrambi erano al massimo
dell’eccitazione!Alla fine si accasciarono insieme su di me, in un groviglio di cosce, tette, culi, cazzi, spiccavano le calze autoreggenti mie e di Anna, con i miei tacchi a spillo (Anna le aveva perse nella foga, le scarpe), tutti e tre esausti e soddisfatti completamente.Dopo che ci fummo
rivestiti e risistemati, Anna e Renzo vollero parlare con me. Ci è piaciuto molto quello che abbiamo fatto questa sera, siamo stati bene. disse Renzo.La tua carica erotica è notevole aggiunse Anna. Continuò Renzo: Volevamo farti una proposta, ma ti prego di prenderla seriamente, non è uno
scherzo. Attualmente tu hai un impiego, lavori? Risposi che lavoravo come impiegato e che ero abbastanza stufo di vedermi tutto il giorno in un grigio giacca-e-cravatta. Sai cucinare? La domanda mi colse di sorpresa. Sì, me la cavo abbastanza bene, anche con piatti un po’ particolari od
esotici.Si guardarono. Splendido disse Renzo noi abitiamo in una villa poco fuori città, isolati.Abbiamo tantissimi amici, alcuni sono qui stasera, che sovente ospitiamo a cena, e nel dopo-cena ci lasciamo andare, come abbiamo fatto ora. Anche le cene cerchiamo di renderle particolari, insomma ci
divertiamo. Abbiamo una domestica ucraina, si chiama Nadia, che tiene in ordine tutta la casa, cucina benissimo e, in più, è sempre stata disponibile per tutte le richieste sessuali nostre e dei nostri ospiti. Adesso ci ha comunicato che avrebbe trovato un posto nello studio di un architetto e
vorrebbe cambiare lavoro. Ti andrebbe di sostituirla? Naturalmente ti chiediamo di farlo nelle vesti in cui ti abbiamo conosciuto questa sera, cioè in abiti femminili, anzi in minigonna e tacchi a spillo. La proposta mi colpì come un terremoto, io, povero impiegatuccio abituato a vestire le gonne
la sera e la notte, protagonista di una vita con un’identità maschile che cerca di vivere la sua parte femminile, catapultato in una realtà (perché sarebbe stata realtà, non più la finzione di una sera, in discoteca o ad un a festa) in cui avrei vissuto un’identità femminile!! Ornella
stava per diventare grande e mantenersi nella sua identità. Un’identità di cameriera, d’accordo, ma pur sempre una vita onesta e alla luce del sole.C’era da aver paura, e ne avevo, ma ci pensò Renzo a scacciarla. Lo stipendio sarà di otto milioni al mese Cazzo!! mi scappò da dire, niente
a che vedere con lo stipendiuccio di due milioni da impiegato. Se poi ci aggiungiamo che vivendo con loro, avrei avuto vitto e alloggio.In effetti la retribuzione alta è pienamente giustificata, visto che la casa è grande e tenerla perfettamente in ordine e pulita non è facile, poi ci sono le
prestazioni extra, che vanno giustamente ricompensate, anche se mi sono accorto che a te piace molto questo genere di straordinari Ero frastornato, quella che mi si presentava era un’occasione da prendere al volo, anche se in quel momento non immaginavo che mi avrebbe creato tanti guai, pur di
avere questo lavoro ho mentito, tanta era l’eccitazione ma questa, come ho detto all’inizio, è una storia che vorrei raccontarvi con più calma, la prossima volta Sei sposato, o fidanzato? Vedi, questa sarebbe una situazione particolare, noi non vogliamo complicazioni sentimentali, potrebbero
crearci seri problemi e invece noi vogliamo essere liberi di continuare a divertirci. No, sono libero, non ho nessuno Mi raccomando, continuò Anna se dovesse capitare che inizi una storia con qualcuno saremo costretti a rinunciare a te Quindi devi dircelo! State tranquilli, farò tutto ciò che mi
direte Quindi mi diedero l’indirizzo e andai a casa loro dopo qualche giorno. Era effettivamente una bella casa, una villa con un giardino, due piani, un bel salone grande C’era molto da lavorare. Mi venne ad aprire Nadia. Era bellissima! Anche lei in minigonna, bionda, un paio di bellissimi
occhi celesti, parlava un ottimo italiano. Salutai Renzo ed Anna, che mi dissero di seguirla. Mi accompagnò nella sua camera, dove mi consegnò un vestitino corto, nero, un paio di calze autoreggenti, un paio di mutandine nere con un delizioso pizzo e un grembiulino bianco, anch’esso con un bel
pizzo. Questa sarà la tua divisa. Ti dispiace se ti cambio io? Dispiacermi? Come ho già detto, era bellissima, penso che se non me l’avesse chiesto lei, le sarei saltato addosso io stesso, al diavolo la mia femminilità Ero andato all’appuntamento vestito da uomo, non sapendo ciò che mi
aspettava; lei cominciò a sbottonarmi la camicia, poi mi sfilò i pantaloni. Io ero già eccitato, sorrise di questo e non perse tempo per infilare la sua calda mano nelle mie mutande. Mentre lei mi accarezzava, io la spogliavo freneticamente, accarezzando la sua pelle morbida, fino ad arrivare
alla fica eccitatissima. Allora le nostre labbra si unirono, lei si distese sul letto allargando le sue gambe abbronzantissime, ed io fui subito su di lei, mentre il mio cazzo penetrava dolcemente dentro di lei, calda e vogliosa. Insomma, questo fu il benvenuto che ricevetti, ed effettivamente come
inizio non era niente male Roman"">Fu così che iniziai questo lavoro, e quello che successe dopo ha quasi dell’incredibile, ma voglio raccontarvelo la prossima volta, lo gusteremo meglio. Ciao a tutti da Ornella linguadoc@hotmail.com